Cosa ha significato un anno di non attività sportiva per tutti noi, a livello fisico e mentale

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La prossima riapertura delle palestre e la speranza che questo rappresenti uno degli ultimi step per un ritorno alla normalità ci permette di volgere lo sguardo indietro a questi ultimi dodici mesi. Sono tante le valutazioni, le analisi e le considerazioni che è possibile fare, ma quella sull’impossibilità di praticare attività sportiva è una delle più urgenti. Non perché riguarda da vicino noi, ma perché tocca gli interessi di tutti, senza alcuna distinzione. Adulti, bambini, uomini, donne, professionisti, studenti, lavoratori, disoccupati; tutti abbiamo sofferto, nessuno escluso ed è importante capire dove abbiamo faticato di più, anche per poter intervenire in maniera mirata per migliorare ciò che in questi mesi abbiamo perso.

Un anno senza sport: ecco cos’è successo

Le conseguenze fisiche

Queste sono probabilmente tra gli effetti più evidenti dell’assenza dell’attività sportiva negli ultimi mesi. Assenza che spesso non è stata colmata sufficientemente dal tipo di attività (corsa individuale, esercizi a casa, eccetera) che è stato possibile svolgere autonomamente. Questo sia per uno shock, specialmente iniziale, difficile da gestire, ma anche perché l’attività sportiva in palestra non è solo potenziamento fisico, ma anche il vivere un ambiente e un clima orientato completamente al benessere.

Il problema serio che abbiamo vissuto in tutti questi mesi è stato duplice: da una parte l’assenza di attività sportiva, ma dall’altra anche un’esasperazione di uno stile di vita sedentario. Non solo per quel che riguarda i movimenti (i passi maggiori compiuti sono stati quelli dalla camera da letto alla cucina o dal soggiorno all’ingresso per portare fuori il sacco della spazzatura), ma anche come postura e come alimentazione. Abbiamo trascorso ore seduti al PC (smart working, serie TV, social, eccetera) con un’alimentazione spesso disordinata fatta di snack in qualsiasi orario.

L’effetto è stato esplosivo: aumento di peso, rigidità articolare, dolori alla schiena, fiacca, stanchezza e poca flessibilità nei movimenti. Questo è quello che è possibile riscontrare direttamente, ma poi c’è tutto quell’insieme di patologie e disturbi fisici che possono svilupparsi con uno stile di vita privo di una sana e regolare attività sportiva.

Le conseguenze mentali

Delle conseguenze mentali se n’è parlato spesso e in più sedi, ma quasi sempre come un generale (e innocuo) stato di fiacca, tristezza e noia. In realtà la situazione è molto più tragica e ha coinvolto tutti, adulti e minori. A questo proposito gli studi condotti sull’impatto psicologico sui minori del lockdown mostrano come i bambini sotto i sei anni hanno registrato prevalentemente stati di irritabilità, ansia e difficoltà del sonno, mentre quelli più grandi anche difficoltà respiratorie, instabilità emotiva, sbalzi d’umore e alterazione del ritmo sonno-veglia. Tutto questo ha effetti gravi e duraturi sulla sfera emotiva e relazionale dei bambini e degli adolescenti che li porterà ad avere problemi comportamentali e difficoltà nella socializzazione. Inoltre è stato riscontrato come la “gravità dei comportamenti disfunzionali dei bambini e dei ragazzi è statisticamente associato al grado di malessere dei loro genitori”. Lo stare a casa, quindi, non ha giovato a nessuno.

Questo insieme di conseguenze negative a livello psicologico (ed è solo una parte di un lungo elenco che prevede condizioni molto più gravi come depressione, paura di stare in spazi aperti (agorafobia), diffidenza verso il prossimo, eccetera) si è inserito in una condizione spesso già poco ottimale. Più volte si è infatti denunciata l’inattività fisica e sportiva dei giovani e dei ragazzi (ma anche degli adulti) e la reclusione forzata in casa ha solo che peggiorato una situazione già di per sé molto critica.

Anche in questo contesto l’assenza della pratica sportiva è stata un’aggravante particolarmente importante. Sappiamo bene come lo sport non è mai solo attenzione, banalizzando, ai muscoli e alla forza  e soprattutto come l’essere umano non è né solo corpo né solo mente. Queste due sfere dell’esistenza umana lavorano parallelamente e colpirle così profondamente com’è accaduto dall’inizio del 2020 a oggi ha generato un circolo vizioso che va fermato immediatamente. Le conseguenze sono molto serie non solo dal punto di vista familiare, ma anche e soprattutto sociale.

Investire sull’attività sportiva

Abbiamo perso, tutti. Il danno c’è stato ed è di portata enorme ed è un problema sociale molto serio che sarà difficile da superare, soprattutto nel breve periodo. È quindi fondamentale tornare a investire sullo sport e l’attività fisica, non perché questi magicamente risolveranno i problemi, ma perché queste sono realtà che permettono di innescare quel circolo virtuoso che può spezzare quel clima di sfiducia e pesantezza in cui siamo immersi. Grazie allo sport possiamo tornare a recuperare benefici fisici, ma anche a smaltire le scorie mentali di un anno di reclusione forzata e a ritrovare gli stimoli per affrontare le sfide che verranno, recuperando fiducia e serenità, nel prossimo e nel futuro, che sono alcuni degli elementi più importanti di cui tutti abbiamo urgente bisogno.

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