Cura dell’alimentazione: i pericoli dello smart working

Cura dell’alimentazione: i pericoli dello smart working

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Sono tante le valutazioni e le considerazioni che si possono fare analizzando l’anno che ci siamo da poco lasciati alle spalle. Tante le abitudini a cui abbiamo dovuto rinunciare, le difficoltà e le novità intorno alle quali ricostruire la nostra quotidianità. Due dei principali cambiamenti, che ancora ci portiamo dietro e che ancora non sappiamo per quanto sarà così, sono quelli relativi alla chiusura delle palestre e allo svolgimento delle attività lavorative a distanza, il cosiddetto smart working.

Come cambia la cura dell’alimentazione

Se è vero che lo smart working è una grande opportunità perché permette di lavorare anche senza recarsi in ufficio e se è altrettanto vero che l’esercizio fisico può essere svolto anche a casa o all’aria aperta senza andare in palestra, è doveroso ricordare come questi cambiamenti non sono privi di conseguenze. Tra i tanti effetti c’è anche quello che riguarda l’alimentazione. Non solo ciò che mangiamo, ma anche quanto, dove e come.

La chiusura delle palestre

Può apparire superfluo, ma in realtà stare tanto tempo (se non tutto) a casa, cambia profondamente le nostre abitudini alimentari. Cambiano i ritmi e quindi anche il metabolismo, soprattutto se consideriamo anche che ci muoviamo molto meno. L’assenza di questo appuntamento fisso settimanale può essere un problema che genera anche conseguenze alimentari. Mangiamo di più andando dal letto alla scrivania passando per la poltrona e la sedia del tavolo, dove l’attività fisica più impegnativa è quella di prendere l’ascensore per portare fuori il sacco della spazzatura.

Un problema serio che va innanzitutto inquadrato. Che non vuol dire riconoscerlo, ma capirne cause, caratteristiche e gli interventi per affrontarlo e risolverlo. Non sappiamo quanto le palestre continueranno a rimanere chiuse e per molti lo smart working diventerà la norma anche dopo la fine della pandemia. La cura dell’alimentazione dovrebbe essere sempre un obiettivo e questa emergenza può aiutare chi non lo ha mai fatto a iniziare a prestarvi attenzione. Per tutti gli altri c’è “solo” bisogno di aggiustare la mira.

Che stare tanto tempo a casa senza troppe possibilità di movimento è un problema non richiede spiegazioni, è evidente che sia così. Meno chiaro è capire come questo incide sull’organismo, ma non su uno generico, ma sul nostro. Ciascuno ha una serie di caratteristiche che rendono l’assimilazione dei nutrienti diversa da quella degli altri. Il problema il più delle volte non è relativo a cosa mangiamo, ma al quanto e al come. Salvo rari casi, i cibi sono tutti utili e indispensabili, l’errore più frequente è quello di non considerarli tutti in una dieta equilibrata e completa. Sulla base delle proprie necessità, anche atletiche, di costituzione, anagrafiche e cliniche, è importante individuare e definire la strategia per prendersi cura della propria alimentazione per prendersi cura del proprio benessere.

Se vogliamo stare bene dobbiamo mangiare e allenarci bene, anche con le palestre chiuse e in smart working. Vediamo insieme qualche consiglio utile per raggiungere questo obiettivo.

Consigli utili per la cura dell’alimentazione nell’epoca dello smart working

Regolarità e programmazione

Ci sono comportamenti e abitudini che valgono sempre, sia per chi esce per andare a lavoro che per chi lo fa da casa in smart working. La programmazione è una di queste, perché permette non solo di gestire correttamente tutti i pasti, ma anche di prevenire gli imprevisti. Hai una call poco prima di pranzo e c’è il rischio che vada per le lunghe? Se hai un programma alimentare puoi affrontare queste situazioni con estrema flessibilità, preparando i pasti per tempo ed evitando di rimanere senza pranzo o di doverti ridurre all’ultimo per prepararlo. A questo proposito, per quanto i morsi della fame possano essere placati dagli impegni di lavoro, è importante mantenere una regolarità nei pasti che si fanno. Saltarli o sostituirli con uno snack o un caffè non è mai salutare e il fatto che sia più frequente in tempi di smart working è un motivo in più per prestarvi attenzione. Anche perché da ciò che mangiamo e da come lo facciamo dipende anche la prevenzione di tantissime malattie, un investimento per la nostra salute.

Mai saltare la colazione

Ci svegliamo dieci minuti prima di accendere il PC, giusto il tempo per aprire gli occhi e capire chi siamo, e iniziamo subito a lavorare? Sbagliato. La cura dell’alimentazione passa dall’attenzione che dedichiamo a uno dei pasti più importanti della giornata: la colazione. Forse eravamo abituati a farla al bar con cornetto e cappuccino o al distributore automatico dell’ufficio; perché non cogliere l’occasione di questo cambiamento per migliorare questo pasto? Da ciò che mangiamo a colazione dipende sia come arriviamo al pranzo che a come viviamo la prima metà della giornata. Gli attacchi di fame, con i relativi snack per placarli, possono essere prevenuti impostando una colazione nutriente e soddisfacente. Non un caffè da prendere rapidamente prima di entrare in call, ma un momento da dedicare a sé stessi per far partire con il piede giusto la giornata. Uno dei rischi seri dello smart working è di sacrificare al lavoro tutto il tempo della giornata; è importante riuscire a distinguere e a ritagliarsi il giusto tempo per i pasti. A partire da quello della colazione.

Snack di metà giornata

A proposito di snack: questi possono essere degli alleati nella cura dell’alimentazione, non dei pericoli da evitare. Avere fame non è una colpa da sopprimere, ma va assecondata con attenzione, non cedendo agli istinti più profondi e abbuffandosi di tutto ciò che troviamo in frigo o in dispensa. L’organizzazione e la programmazione di cui abbiamo parlato possono prevedere non solo di preparare degli spuntini che andremo poi a consumare a metà mattina e a metà pomeriggio, ma anche di fissare delle vere e proprie pause durante le proprie giornate di lavoro. Una sorta di pausa caffè (o sigaretta) da sostituire con uno spuntino sano, nutriente e sfizioso. Qualche consiglio? Sì a frutta secca, yogurt o una bella tazza di tè o una tisana e meglio evitare bevande gassate o cibi ricchi di zuccheri e quelli confezionati.

Cura dell’alimentazione è anche e soprattutto idratazione

Quando si parla di alimentazione si pensa solo ai cibi: proteici, ipocalorici, ipercalorici, dietetici, ad alto contenuto di zuccheri, grassi, eccetera eccetera. Eppure buona parte del successo di ogni regime alimentare si fonda anche su ciò che beviamo. E di quanto lo facciamo. L’acqua è sicuramente il bene primario che ogni giorno dovremmo bere costantemente per mantenere l’organismo idratato. Ma anche tè, tisane, succhi di frutta, spremute e bevande energetiche possono essere valide alternative. Tutto ciò che beviamo (compresi caffè e alcolici) devono essere considerati per il loro apporto durante la giornata di lavoro.

La lista della spesa

L’ultimo consiglio per prendersi cura dell’alimentazione è quello di dedicare particolare attenzione alla spesa. Non solo nell’appuntarsi (su un foglio di carta o sulle app dedicate) ciò che finisce in frigo e in dispensa, ma anche nello scegliere con cura ciò che poi andremo a inserire nei nostri pasti. Quando facciamo la spesa, specie andando al supermercato, siamo spesso tentati di comprare quello che viene definito come “cibo spazzatura”. Farlo è psicologicamente stimolante, ma non sano per il nostro organismo e il nostro benessere.

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