intolleranze alimentari e gonfiore

Gonfiore addominale e intolleranze alimentari: cosa dice il nutrizionista

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Il gonfiore addominale è un tema estremamente dibattuto, soprattutto tra le donne, e non solo. Spesso l’attenzione per questo tema ci porta ad attuare soluzioni fai da te, come eliminare alcuni cibi che, solo per vox populi, riteniamo potrebbero gonfiarci.

Insieme al nostro nutrizionista Roberto Cannataro, cerchiamo di sfatare una volta per tutte molti miti sul gonfiore addominale e scoprire quale sia l’interazione con le intolleranze alimentari.

Quali sono i sintomi e le cause del gonfiore addominale?

Uno stato di gonfiore di stomaco oppure intestinale che può essere accompagnato in alcuni casi da nausea, stipsi o, comunque, irregolarità intestinale. A volte a questi sintomi più evidenti se ne aggiungono altri sistemici, come stanchezza e difficoltà di concentrazione. Attenzione, perché il più delle volte si tende a sottovalutarli: capita infatti che i sintomi che si manifestano dopo aver mangiato l’alimento che scatena il gonfiore, spariscano nel giro di qualche ora. Eppure, questo non significa che il problema sia stato risolto in quanto l’infiammazione resta a livello intestinale. Tra le altre cose è una delle cause della ritenzione idrica.

In che modo intolleranze alimentari e ritenzione idrica sono collegate?

Il gonfiore del corpo richiama acqua extracellulare che si accumula tra il muscolo e la pelle, peggiorando gli inestetismi cutanei.

E’ la classica cellulite?

No, la ritenzione idrica è una cosa diversa. La cellulite è un’alterazione del derma, la parte profonda dell’epitelio. E’ una patologia differente.

Ricordiamoci che le cause del gonfiore addominale sono al 90% gli alimenti, lo stress non è mai causa ma accentua una condizione già preesistente. E’ chiaro d’altronde che bisogna escludere altri stati patologici come la sindrome da colon irritabile o Morbo di Crhon.

Esistono davvero dei cibi in particolare che causano il gonfiore?

Smettiamo di pensare che la nutrizione non sia una scienza esatta e che esistano consigli che possano essere unilateralmente validi per tutti. Non è l’alimento in sé che crea il gonfiore perché se io non soffro di intolleranze alimentari specifiche non ho motivo di eliminare un determinato alimento.

Come possiamo individuare quindi le intolleranze alimentari?

Le intolleranze alimentari sono una vera sfida… Anche se esistono test per accertarle, questi stessi lasciano più ombre e dubbi che risultati certi. Anche se verso alcuni alimenti, come il lattosio, è più facile accertare l’intolleranza è sempre arduo capire quanto si è intolleranti. Una valida metodologia consiste nel tenere un diario alimentare, dove registrare ciò che mangiamo e le reazioni che i cibi suscitano nel nostro corpo.

Gli Integratori possono funzionare?

Non possono di sicuro risolvere perché l’unica soluzione è eliminare la causa ovvero l’alimento. Possono però alcuni integratori come l’olio di pesce gli omega 3 aiutare a gestire l’infiammazione.

Quali sono le intolleranza alimentari più frequenti?

  • Il lattosio
  • I lieviti come il lievito di birra: ce ne accorgiamo perché, ad esempio, ci sentiamo subito gonfi dopo aver mangiato una pizza o bevuto una birra.
  •  Il glutine, che non è la celiachia
  • Il nichel, presente nei vegetali e negli alimenti integrali che genera ritenzione idrica

Quali abitudini (sbagliate) eliminare?

  1. Mangiare in fretta.
  2.  Fare pasti troppo abbondanti.
  3. L’”effetto pitone”: non masticare, così si rischia di ingoiare aria.

Grazie Roberto!

Roberto Cannataro è ingegnere chimico tecnologo alimentare e nutrizionista sportivo presso Forum Space, scrive su molte riviste di divulgazione e ha redatto anche articoli su riviste scientifiche.

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